10 curiosità sull’olio extravergine d’oliva

Curiosità olio EVO

Quanto ne sai sull’olio extra vergine di oliva? In questo approfondimento abbiamo raccolto 10 curiosità, più o meno note, su questo prodotto capace, anche da questi dettagli, di raccontare storie e accompagnarci in un mondo fatto di tradizioni, persone, passioni e paesaggi meravigliosi.

Tutto (o quasi) quello che c’è da sapere sull’olio extravergine d’oliva

Questa non è non vuole essere una trattazione esaustiva sull’olio EVO per almeno due motivi. Innanzitutto perché sull’olio EVO tanto, tantissimo, c’è da dire a diversi livelli (biologico, organolettico, storico, culturale, eccetera) ma poi soprattutto perché crediamo che il miglior modo di conoscere questo straordinario prodotto sia vivendolo. Andandolo a vedere nascere in frantoio e gustandolo lì, tra i profumi, i colori e i suoni nel quale è stato ottenuto.

#1 Perché extravergine?

Partiamo dal nome. Perché si parla di extra vergine d’oliva? Qual è la differenza con l’olio d’oliva? Questa espressione fa riferimento al processo di estrazione che nell’olio EVO avviene solamente tramite metodi meccanici e artigianali. Nessun utilizzo di solventi, quindi.

#2 Quante olive per 1kg di olio?

Mediamente per ottenere 1kg di olio EVO occorrono, almeno, 5kg di olive. Si tratta ovviamente di una stima perché molto dipende dalla stagione, dal momento di raccolta, dalle olive stesse, dal tipo di estrazione e da tanti altri fattori.

#3 Un rimedio della nonna

L’olio extra vergine d’oliva è un prodotto antico come l’uomo e da sempre utilizzato per diverse ragioni, non solo alimentari. Spesso, e le storie delle nonne possono confermarlo, veniva usato come lenitivo per il mal di gola, per ammorbidire le labbra, rendere i capelli lucenti, ridurre il fastidio dato dal prurito così come, ancora, per contrastare i pidocchi e per rimuovere il trucco idratando la pelle. Non a caso oggi molti cosmetici e altri prodotti contengono sostanze naturali.

#4 Alimento ideale per lo svezzamento…

L’olio extra vergine d’oliva è ottimo a tutte le età, anche per i bambini più piccoli. Infatti è un prodotto molto digeribile e contiene sostanze utili per la crescita e lo sviluppo. Per questo quando si inizia lo svezzamento (l’inserimento di alimenti diversi dal latte materno) l’olio EVO è ottimo in tutte le ricette.

#5 …e anche per gli animali

Anche cani e gatti possono contare sui benefici dell’olio EVO. Aggiungendolo al loro cibo, infatti, si migliora la flessibilità delle loro articolazioni e si rende il pelo più lucido e morbido.

#6 Prima lo gusti meglio è!

A differenza di quanto spesso si crede l’olio non migliora invecchiando, anzi! Con il passare del tempo le note organolettiche dell’olio extra vergine di oliva tendono a peggiorare. L’indicazione è quello di consumarlo entro l’anno per gustarne tutta la qualità, i sapori e la genuinità.

#7 Un prodotto made in Italy

Il nostro Paese è il primo consumatore di olio al mondo e tra i principali produttori (la nostra regione svolge un ruolo cruciale in questo senso) a conferma dell’unicità del nostro territorio e della passione italiana per il mangiare bene e il mangiare sano.

#8 Il pizzicore dell’olio

Quando si degusta l’olio EVO si può notare un leggero pizzicore. Anche in questo caso c’è un falso mito per cui questo indica l’acidità dell’olio. Falso! Questa è una caratteristica dell’olio data dal momento della raccolta e dalla presenza di polifenoli. Anzi, il pizzicore è un indice di un olio più salutare perché con un maggior contenuto di antiossidanti.

#9 Il colore dell’olio

Un’altra leggenda metropolitana suggerisce che il colore dell’olio dipenda dalle varietà delle olive. Anche in questo caso non è così in quanto la colorazione di questo liquido dipende solamente dal grado di maturazione delle olive.

#10 Il momento di raccolta delle olive

La raccolta delle olive dipende da diversi fattori e valutazioni ma il momento migliore è quello cosiddetto dell’invaiatura. È la fase nella quale le olive iniziano a perdere il loro tipico colore verde e iniziano a prendere quello nero-violaceo. In questa fase la maturazione delle olive è all’inizio e hanno un sapore più amaro, fruttato e piccante.

Ti abbiamo incuriosito? Sul nostro store puoi trovare diverse tipologie, formati e varietà di olio extra vergine d’oliva!

Soffioni abruzzesi, il segreto dell’olio EVO

Soffioni abruzzesi

Continua il nostro viaggio culturale e gastronomico all’interno della storia e tradizione parlando dei soffioni abruzzesi. Dopo aver raccontato della semplice genuinità di pane e olio e della sfiziosa bontà delle conserve sott’olio ci occupiamo oggi di un dolce piccolo, friabile e farcito di un sapore pieno di bontà e storia, anche grazie all’utilizzo nella ricetta dell’olio extra vergine di oliva.

Origine e segreti dei soffioni abruzzesi

I soffioni abruzzesi (da non confondere con i fiadoni, versione salata e che in alcuni casi viene chiamata allo stesso modo) sono dolci a base di pasta frolla e dal ripieno di morbida ricotta. Ovviamente, come spesso accade, esistono numerose varianti che rispondono a diverse tradizioni locali (come l’uso del zafferano o l’aggiunta dell’uvetta).

Origine soffioni abruzzesi

Perché si chiamano soffioni? Il nome deriva direttamente dalla fase di cottura: in forno, infatti, il ripieno cresce e fuoriesce proprio come se qualcuno lo avesse soffiato dall’interno verso l’esterno. In alcuni luoghi i soffioni abruzzesi sono noti con il nome di lettera d’amore. Come mai questo nome così romantico e suggestivo? Basta guardare il dolce per vedere i lembi superiori che coprono l’impasto proprio come una busta da lettera.

Per preparare i soffioni abruzzesi sono necessari 500g di ricotta di pecora, 280g di farina 00, 70g di zucchero, 6 uova, 1 scorza di limone, sale, zucchero a velo e, ovviamente, l’olio extra vergine di oliva del quale ne servono all’incirca 50g.

Il primo passo prevede di impastare la farina con le uova, lo zucchero e il sale per poi aggiungere lentamente l’olio EVO. Dopo aver amalgamato il tutto bisogna avvolgere l’impasto in una pellicola per lasciarlo riposare. Nel frattempo prendere le altre uova separando i tuorli dagli albumi versando i tuorli in una ciotola contenente la ricotta, la buccia di limone grattugiata, lo zucchero e un pizzico di sale. Montare quindi gli albumi per poi aggiungerli al resto del composto.

A questo punto si può riprendere l’impasto e stenderlo su un piano di lavoro ricoperto di farina. Quindi tagliare dei piccoli quadrati e sistemarli in dei pirottini avendo cura di lasciare le punte che sporgano fuori. Quindi farcirli con l’impasto ripiegando (ma non del tutto) le punte. A questo punto si può procedere con la cottura (180° per 60 minuti) per poi gustarne tutto l’intenso e coinvolgente sapore.

Perché l’olio EVO

Ricetta soffioni abruzzesi

Tra gli ingredienti dei soffioni abruzzesi abbiamo indicato l’utilizzo dell’olio extra vergine d’oliva. Per quale motivo? Sono diverse le ragioni di questa scelta. È innanzitutto un olio sano e genuino, prodotto in maniera artigianale e senza l’utilizzo di sostanze che ne possano compromettere la qualità e il sapore. Si tratta quindi di un prodotto sano, ma allo stesso tempo efficiente in quanto particolarmente indicato per le sue caratteristiche per la preparazione dei dolci (tanto da essere possibile essere utilizzato anche come sostituto del burro). C’è poi una ragione culturale e prettamente tradizionale.

Stiamo parlando, infatti, di un dolce tipico abruzzese. Per riscoprirne e viverne tutta la bontà caratteristica è quindi utile preferire un olio abruzzese che gode delle peculiarità delle colline locali per un prodotto semplicemente straordinario e indispensabile in cucina.

Vuoi preparare anche tu i soffioni abruzzesi? Qui trovi il miglior olio EVO abruzzese da portare in casa per la preparazione di questo meraviglioso dolce.

Spaghetti aglio, olio e peperone dolce, l’Abruzzo in tavola

Spaghetti aglio, olio e peperone dolce

La semplicità, al di là della retorica, è da sempre la migliore espressione della bontà. In questo senso un piatto di spaghetti aglio e olio sono apparentemente il piatto di pasta più semplice e “facile” che si possa preparare, ma allo stesso tempo è anche uno di quelli in grado di emozionare di più con i suoi sapori antichi e genuini.

Parliamo infatti di un piatto tipico della cultura gastronomica abruzzese, soprattutto nella versione di spaghetti aglio, olio e peperone dolce. Si tratta infatti di un piatto di pasta da preparare con alcune delle migliori eccellenze del nostro territorio: il peperone dolce (celebre il peperone dolce di Altino, in provincia di Chieti) e l’olio extra vergine di oliva delle colline abruzzesi.

Il risultato è un primo profumato, colorato e con un gusto pieno e variegato, con una serie di aromi davvero piacevoli e intriganti, ottimi in qualsiasi momento dell’anno. Non c’è infatti stagione che tenga per preparare e condividere, in famiglia o con gli amici, un bel piatto di spaghetti aglio, olio e peperone dolce.

La ricetta abruzzese

Per preparare gli spaghetti aglio, olio e peperone dolce per 4 persone occorrono: 400g di spaghetti, 80g di olio EVO, 20g di polvere di peperone dolce, 1 spicchio d’aglio e sale. La prima cosa da fare è prendere lo spicchio d’aglio e metterlo in padella con l’olio EVO ben caldo. Dopo averlo fatto rosolare leggermente aggiungere la polvere di peperone e togliere la padella dal fuoco per evitare che il condimento si bruci.

A questo punto bisogna aggiungere un mestolo d’acqua per amalgamare il tutto per poi rimettere la padella sul fuoco, a fiamma media, per continuare la cottura. Nel frattempo prendere una pentola d’acqua per la cottura degli spaghetti.

Per chi lo gradisse si può arricchire il condimento anche con delle alici o con della pasta di acciughe. Una volta che il condimento ha assunto un colorito rossastro e un’adeguata consistenza spegnere il fuoco e attendere la fine della cottura della pasta. Quando è arrivata a cottura scolarla e metterla a saltare in padella a fuoco medio per completare la preparazione. Quindi impiattare e gustare accompagnando il pasto con un bel bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo, per un tripudio di sapori e di eccellenze abruzzesi.

L’olio EVO, l’ingrediente indispensabile

L’olio extra vergine di oliva non è solo “un ingrediente”, ma è l’ingrediente per eccellenza degli spaghetti aglio, olio e peperone dolce. Non solo perché l’olio genuino e di qualità, com’è quello EVO artigianale, è in grado di esaltare i sapori di qualsiasi pietanza (anche la semplice fetta di pane) preservandone le caratteristiche organolettiche e gastronomiche tutelando la salute, ma anche e soprattutto perché questa ricetta è strettamente legata con la raccolta delle olive.

In Abruzzo, infatti, gli spaghetti aglio, olio e peperone dolce sono noti anche come spaghetti alla trappetara. La denominazione fa riferimento al trappéto, il nome che in passato veniva impiegato per indicare il torchio che veniva usato nei frantoi. Inoltre gli spaghetti aglio, olio e peperone dolce erano la ricompensa che i frantoiani davano a coloro che avevano partecipato alla raccolta delle olive e che attendeva il suo turno per la spremitura. Ancora oggi in alcuni frantoi appena l’olio viene molito lo si utilizza per preparare uno straordinario piatto spaghetti aglio, olio e peperone dolce.

Sul nostro negozio online puoi trovare l’olio extra vergine d’oliva artigianale e di qualità perfetto anche per la preparazione degli spaghetti aglio, olio e peperone dolce!

L’estrazione a freddo dell’olio EVO

Estrazione a freddo olio EVO

Nel raccontare quali sono le fasi della produzione artigianale di un olio extra vergine di oliva abbiamo posto l’attenzione sull’estrazione a freddo. Si tratta di un procedimento molto importante tanto che viene riportato anche sulle etichette degli oli EVO. Approfondiamo questo aspetto andando a capire meglio in cosa consiste l’estrazione a freddo dell’olio EVO e perché è così importante in termini di qualità finale del prodotto.

Cosa significa estrazione a freddo

Com’è facile intuire l’estrazione a freddo si contrappone all’estrazione a caldo. In quest’ultimo caso l’estrazione dell’olio dalle olive avviene tramite l’utilizzo di punti di calore nella fase di gramolatura. Il vantaggio di questo procedimento è che si rivela più “efficiente” in termini di quantità di olio prodotto. Il calore, infatti, favorisce l’accumulo di particelle dell’olio aumentandone la quantità. Il problema è che a rimetterci è la qualità in quanto l’olio risulta più fluido e meno denso e i processi di ossidazione e deterioramento si avviano più velocemente. Inoltre l’olio estratto a caldo perde un po’ della sua caratteristica e originaria amarezza risultando più dolce al palato.

L’estrazione a freddo per essere tale non deve avvenire con una temperatura superare ai 27°C, che è quella delle olive durante la gramolatura. Nei processi tradizionali tale estrazione si effettua mediante la rotazione di ruote di granito sulle olive. L’estrazione a freddo moderna, invece, utilizza dei frangitori meccanici a ciclo continuo e decanter che assicurano il rispetto di standard igienici migliori e in linea con quelli che sono i parametri per la messa in commercio del prodotto. In modo particolare questo processo rispetta gli standard indicati dall’Unione Europea che con il Regolamento CE 1019/2002 fissa proprio le norme di commercializzazione dell’olio d’oliva.

L’estrazione a freddo si effettua mediante diverse fasi: lavaggio, macinatura, gramolatura, centrifugazione e filtrazione.

I vantaggi

Il consumo di un olio extra vergine di oliva estratto a freddo assicura maggiori vantaggi per la salute (oltre che per il palato) proprio per il mantenimento dei valori nutrizionali caratteristici di questo prodotto.

Sulle etichette delle bottiglie di olio EVO si possono trovare diverse diciture che fanno riferimento all’adozione di questo procedimento. Non solo spremitura a freddo, ma anche estratto a freddo o ottenuto a freddo. Tutte fanno riferimento alla medesima operazione che si utilizza esclusivamente per l’olio extra vergine di oliva. Per gli altri oli, infatti, le temperature sono maggiori; questo a conferma dei vantaggi dell’olio EVO rispetto alle altre tipologie di olio d’oliva.

Il nostro frantoio produce olio extra vergine d’oliva esclusivamente estratto a freddo. Tutti i prodotti presenti nel nostro store online sono quindi il frutto delle migliori lavorazioni nel settore per offrire un prodotto davvero di qualità, genuino e capace di regalare emozioni al gusto e salute all’organismo.

Conserve sott’olio, come prepararle e con quali alimenti

Conserve olio

Ideale per cucinare e condire, ma anche come ingrediente per dolci e preparazioni salate, senza contare la sua straordinaria bontà sopra una “semplice” fetta di pane: ma quanti sono gli utilizzi del nostro amato olio extra vergine di oliva? Oggi vogliamo scoprire un utilizzo in più, quello per la preparazione delle conserve alimentari.

Quante volte, specie nelle case dei nonni o quando ci si reca in qualche località particolare, abbiamo sentito parlare (e ne abbiamo gustato l’enorme bontà) di pomodori, peperoni, melanzane e zucchine sott’olio? Ecco, parliamo delle conserve sott’olio, delle loro caratteristiche e vantaggi e di quali sono i migliori alimenti da utilizzare per questo tipo di preparazione.

I vantaggi della conservazione sott’olio

Perché si usa l’olio per preparare le conserve? Ci sono motivazioni storiche e gastronomiche. In passato, quando non esistevano i moderni sistemi di conservazione e la disponibilità dell’olio d’oliva, l’olio veniva utilizzato anche per preservare l’integrità e la genuinità di alcuni prodotti alimentari. Questo perché immergendo completamente un alimento nell’olio si evita che questo entri a contatto con l’aria e, quindi, con l’ossigeno. L’olio svolge una funzione protettiva evitando la formazione di tutti quei batteri che per crescere e svilupparsi necessitano dell’ossigeno. La presenza di questi batteri provocherebbe l’alterazione delle proprietà organolettiche degli alimenti che finirebbero per marcire e risultare immangiabili.

C’è poi un vantaggio prettamente gastronomico. L’olio, infatti, a differenza di quanto avviene con il sale, non modifica la struttura organolettica dei cibi in quanto non agisce sull’acqua presente all’interno dell’alimento. Questo significa che anche a distanza di mesi il prodotto rimane squisito e impreziosito dal sapore buono e genuino dell’olio.

Come si conservano i cibi sott’olio

Per preparare delle conserve sott’olio bisogna, ovviamente, seguire la ricetta specifica per ogni alimento. Esistono però delle norme generali, specialmente quelle legate all’igiene e alla prevenzione da eventuali contaminazioni. L’immersione nell’olio, infatti, protegge i cibi dai batteri che per svilupparsi hanno bisogno dell’ossigeno, ma non li preserva da tutte le contaminazioni. Per essere sicuri il consiglio è quello di seguire rigorosamente le linee guida del Ministero della Salute sulla corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico.

Tra gli accorgimenti da adottare c’è, innanzitutto, quella di utilizzare contenitori perfettamente sterilizzati e che consentano di essere chiusi ermeticamente (come i barattoli di vetro). Successivamente è fondamentale lavare con cura gli alimenti, ma anche le proprie mani, il piano di lavoro e tutti gli utensili da cucina che vengono utilizzati. L’altro importante accorgimento è quello di verificare che i cibi siano completamente ricoperti d’olio e non vi siano delle bolle d’aria. Per rimuoverle è possibile utilizzare uno strumento che le pressi leggermente in modo da riempire adeguatamente (ma non completamente) il barattolo. Una volta completata la preparazione delle conserve sott’olio queste vanno poi sistemate in un luogo asciutto, riparato e lontano da fonti di calore per poi gustarle entro 3 mesi dalla preparazione o, se il processo è stato eseguito correttamente, anche dopo un anno.

Ma per quali alimenti è possibile prevedere la conserva sott’olio? I principali che possono essere facilmente conservati sott’olio sono le acciughe, l’aglio, i carciofini, le cime di rapa, le cipolle, i fagioli, i funghi, le melanzane, i peperoncini, i peperoni, i piselli, i pomodori, il salmone, lo sgombro, il tonno e le zucchine.

Il miglior olio per le conserve alimentari: l’olio EVO, ovviamente!

Quale olio usare per le conserve? Il migliore è sicuramente l’extravergine d’oliva. Questo perché l’olio EVO ha una maggiore quantità di acidi grassi che lo rendono più resistente all’ossidazione. Scopri tutti i migliori oli extra vergine d’oliva presenti nel nostro negozio online e porta in tavola la bontà di una conserva sott’olio sfiziosa e genuina.

L’uso dell’olio come sostituto del burro nei dolci

Olio sostituto burro

Molto spesso e per diverse ragioni si sente e si legge dell’uso di sostituire il burro con l’olio per la preparazione di torte e dolci. È una possibilità assolutamente interessante e vantaggiosa per diversi motivi che vogliamo qui approfondire. L’obiettivo non è quello di demonizzare il burro (che se assunto in quantità adeguate senza esagerare si rivela anche utile e benefico) ma di sfruttare i vantaggi di un prodotto, come l’olio extra vergine di oliva, dalle proprietà e straordinarie e da una grande versatilità.

Perché usare l’olio al posto del burro?

Per capire il motivo per cui può essere utile a volte (o sempre, a seconda delle necessità) sostituire il burro con l’olio EVO dobbiamo partire dalla differenza di questi due prodotti alimentari. L’olio extra vergine di oliva è un prodotto di origine vegetale che si ottiene tramite spremitura a freddo delle olive, mentre il burro è un prodotto di origine animale che si ottiene dalla parte grassa del latte.

Questo significa che il burro può essere un alimento incompatibile con chi ha un’intolleranza al lattosio, per chi segue una dieta vegana e per chi cerca un’alimentazione più salutare. Il burro, infatti, sebbene contenga una quantità minore di grassi, questi sono saturi rispetto all’olio EVO che contiene grassi insaturi. La differenza è che i grassi saturi sono considerati potenzialmente nocivi perché incidono sull’aumento del colesterolo, mentre quelli insaturi hanno un’azione positiva sui livelli del colesterolo.

Come anticipato non è il burro di per sé a essere un alimento cattivo in quanto sono gli eccessi o il seguire una dieta poco variegata e sana a determinare gli effetti nocivi, ma rimane un alimento che può presentare diversi problemi e impedimenti. Cerchiamo quindi di scoprire come e quando sostituirlo.

Quanto olio al posto del burro: come fare la conversione

La proporzione per la sostituzione del burro con l’olio extra vergine di oliva è di per sé molto semplice. L’indicazione è quella di ridurre del 20% il peso del burro riportato nella ricetta che si vuole preparare. Così 20 grammi di burro saranno sostituiti da 16 grammi di olio, 50 grammi di burro da 40 grammi di olio, 100 grammi di burro da 80 grammi di olio e così via.

L’unica precauzione da seguire riguarda l’integrazione di acqua nelle ricette che richiedono una grande quantità di burro. 100 grammi di burro, infatti, contengono il 20% di acqua (la restante parte è composta da grassi) e quando si aumentano le dosi è utile compensare quel 20% di acqua. Così, per esempio, per una ricetta che richiede 1kg di burro è utile utilizzare non solo 800 grammi di olio extra vergine di oliva, ma anche 200 grammi di acqua.

L’utilizzo dell’olio extra vergine di oliva al posto del burro è ideale per la preparazione delle torte e dei dolci ma anche per molte preparazioni salate. Si tratta di un’alternativa particolarmente sana, utile e gustosa che può regalare diverse soddisfazioni anche e soprattutto gastronomiche.

Per le tue prossime ricette scegli un olio extra vergine di oliva di qualità! Scopri tutte le selezioni di oli EVO, biologici, monocultivar e aromatizzati presenti nel nostro store online. Regalati il piacere di un gusto nuovo e genuino, per riscoprire la bellezza di mangiare bene!

Pane e olio: la merenda da riscoprire

Pane e olio

Per i più giovani può apparire una novità, ma in realtà la merenda con pane e olio era un must per le precedenti generazioni. Un po’ perché non c’erano molte alternative, un po’ perché la semplicità di questi ingredienti permetteva di creare un qualcosa non solo buono e genuino, ma anche sfizioso e sano. Tanto che oggi sono in tanti che ripropongono l’uso di pane e olio come la miglior forma di merenda, sia per gli adulti che per i bambini.

Perché pane e olio fa bene

Parliamo di due prodotti semplici e genuini (soprattutto se parliamo di olio artigianale e pane fatto in casa o comunque con preparazioni non industriali) che insieme restituiscono un’esperienza gastronomica straordinaria. Se apparentemente questa può risultare come una merenda povera e priva di tanti sapori, quasi da preferirgli le merendine industriali (ricche di zuccheri, conservanti e oli insalubri), è perché non la si è mai provata. Chi assaggia una fetta di pane e olio difficilmente non ne vorrà un’altra e rinuncerà ad altri tipi di snack (soprattutto quelli confezionati della grande distribuzione) per recuperare e riscoprire il piacere di mangiare bene, mangiare buono, mangiare sano.

Tra le ragioni per cui pane e olio si rivela una merenda perfetta c’è da segnalare come si tratta di due alimenti che dal punto di vista nutrizionale ben si legano tra loro, esaltandosi a vicenda. L’olio versato sul pane permette di abbassarne l’indice glicemico rendendolo ancora più sano e genuino. Inoltre bisogna considerare come pane e olio sia un alimento che aiuta la digestione, favorisce la salute cardiovascolare grazie agli acidi grassi sani presenti nell’olio extra vergine di oliva, dona un buon apporto di vitamina E, carboidrati, ferro, potassio, magnesio, zinco e le vitamine dei gruppi B1, B2, B6 e B9.

Nella sua semplicità è poi una merenda che risulta leggera, rapida e semplice da preparare, fresca e capace di esprimere emozioni. Era la merenda dei nostri nonni e come tale in grado di rievocare odori, colori e storie di un tempo lontano ma a ogni morso ancora così vicino.

Alcune idee per variare la ricetta

È evidente che perché pane e olio rappresenti quell’esplosione di gusto, genuinità e bontà è necessario utilizzare rigorosamente un olio extra vergine di oliva di produzione artigianale. Solo questo è l’olio in grado di assicurare tutti i benefici sulla salute e le indiscusse proprietà gastronomiche. La bellezza di questa semplice merenda sta poi anche nella possibilità di utilizzare tutte le tipologie di pane che la tradizione culinaria italiana conosce. Ogni regione e località ha la sua versione e variante di pane e tutte possono essere arricchite da quel filo d’olio EVO capace di creare una splendida magia di gusto per scoprire nuovi abbinamenti e sapori.

A proposito di abbinamenti. Una prima variante sfiziosa e intrigante può essere quella di prevedere l’utilizzo degli oli aromatizzati capaci di restituire interessanti sapori mantenendo la genuina semplicità di una fetta di pane con un filo d’olio.

Altre ricette possono prevedere di aggiungere una strofinata di aglio o una grattugiata di formaggio o, ancora, di aggiungere dei pomodorini, una fetta di salmone, dei peperoni tagliati a listarelle o con delle verdure grigliate. In questi casi ci si allontana un po’ dalla ricetta originale, ma ogni tanto sperimentare nuove soluzioni può essere estremamente gratificante e piacevole.

I benefici sulla salute dell’olio extra vergine di oliva

benefici salute olio EVO

L’olio è uno dei protagonisti assoluti all’interno della cucina ed è uno di quei prodotti che non può certo mancare in una dispensa. Per cucinare, condire e valorizzare numerose ricette l’olio extra vergine di oliva (e non altri!) si rivela indispensabile per tante ragioni. Innanzitutto per le sue “proprietà culinarie” consentendo di insaporire piatti e pietanze in maniera buona, sfiziosa e gustosa. Ma c’è anche un’altra ragione non di minore importanza: l’uso regolare nella propria dieta dell’olio extra vergine di oliva fa bene (e anche tanto) alla salute. Scopriamo come e perché.

Come e perché l’olio EVO fa bene alla salute

Dal punto di vista nutrizionale l’olio extra vergine di oliva è particolarmente ricco di calorie mentre contiene piccole quantità di calcio, ferro, vitamina E e potassio. Per le sue caratteristiche e per le modalità di produzione artigianale (quindi senza l’utilizzo di procedimenti industriali e sostanze chimiche) l’olio EVO si rivela utile per proteggere il fegato e contrastare il diabete. Inoltre diverse ricerche hanno evidenziato come l’olio extra vergine di oliva abbia proprietà antitumorali rivelandosi per questo utile alla prevenzione del cancro al seno e di diversi tumori, tra cui quello al colon.

L’olio EVO, anche per la capacità di ridurre i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo) aumentando quelli del colesterolo HDL (quello buono) aiuta a prevenire numerose malattie cardiovascolari proteggendo il cuore e le arterie e mantenendoli in salute. Stando ad alcune ricerche questo alimento si rivela straordinario anche per la prevenzione di alcune malattie degenerative, come il morbo di Alzheimer soprattutto per la grande quantità di antiossidanti presenti nell’olio EVO. Questa caratteristica rende l’olio EVO ottimo anche per ridurre la possibilità di sviluppare l’artrite.

L’uso regolare dell’olio extra vergine di oliva, inoltre, riduce il rischio di ictus e, aumentando il senso di sazietà, limita anche i fenomeni legati all’aumento di peso per un’alimentazione disordinata. Infine gli acidi grassi presenti nell’olio EVO rafforzano le difese del sistema immunitario.

A dirlo non siamo solamente noi che l’olio EVO lo produciamo in maniera artigianale, ma queste sono evidenze scientifiche confermate da numerosi studi. Non a caso la Fondazione Umberto Veronesi definisce l’olio extra vergine di oliva come un elisir di lunga vita capace di controllare i livelli di colesterolo e contrastare l’invecchiamento cellulare.

È doveroso precisare che l’olio extra vergine di oliva non compie alcuna azione magica e non va assunto come fosse una sostanza miracolosa che allontana da tutti i mali. La bontà e le proprietà benefiche dell’olio EVO derivano da una produzione che rispetta la natura e le sue esigenze per un prodotto da usare con cura all’interno della propria alimentazione. Il problema di oggi spesso non è legato al quanto mangiare, ma al come. Troppo frequentemente assumiamo cibi raffinati, precotti o di dubbia provenienza ed è quindi inevitabile che l’organismo nel medio e lungo periodo ne risenta.

L’olio EVO all’interno di una dieta equilibrata che prevede il regolare apporto di tutti i nutrienti rispettando la stagionalità degli alimenti, è un alleato fenomenale (e buono) cui non rinunciare. Anche per questo motivo si comprende facilmente perché il costo al litro sia maggiore rispetto a quello che è possibile trovare sugli scaffali dei supermercati. Quello che si paga in più è anche ciò che si paga in meno in termini di cure, malessere e fastidi provocati da una dieta non sana.

Come gustare e apprezzare l’olio extra vergine d’oliva

come gustare olio extra vergine oliva

Non domandare all’oste se il vino è buono, così recita un antico e popolare modo di dire. L’espressione – non ce ne vogliano i gestori di osterie, ristoranti e locande – sta a indicare come non sia saggio chiedere al venditore un parere qualitativo sul prodotto che si sta acquistando perché egli, per interesse, darà un giudizio soggettivo. Per quanto, ovviamente, non è sempre così e dovere di un buon commerciante non è quello di vendere per forza qualcosa ma di consigliare bene i propri clienti, può essere utile dotarsi di una capacità personale per valutare ciò che dobbiamo comprare.

Occupiamoci dell’olio extra vergine di oliva andando a scoprire come si degusta e perché è importante farlo.

Perché degustare l’olio EVO

Partiamo dal capire le ragioni di conoscere e sperimentare il metodo per degustare l’olio extra vergine d’oliva. Anche se non si è degustatori di professione imparare a farlo (senza inevitabilmente diventare dei professionisti) ha diversi vantaggi.

Il primo, forse il più importante, è quello di capire il valore di un prodotto di questo tipo e apprezzarne pienamente le caratteristiche e le sfumature. In questo modo si riesce anche a comprendere in profondità la grande differenza tra l’olio EVO artigianale e quello comunemente distribuito nei supermercati. Così facendo si impara a conoscere l’olio e a gradirne le singole specificità. Gli oli extra vergine di oliva non sono tutti uguali; anche tra quelli di qualità ci sono diverse varianti che dipendono anche dalle caratteristiche del territorio nel quale vengono coltivate le olive. Basti pensare a quanto è appezzato in tutta Italia (e non solo) l’olio EVO prodotto sulle colline abruzzesi.

Vi è poi una motivazione destinata a riconoscere eventuali difetti presenti in un olio in modo da riconoscerli ed evitare di ingerire o utilizzare per la cottura un prodotto non all’altezza.

Come fare

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio e scopriamo in cosa consiste e come si effettua una degustazione di un olio extra vergine di oliva. La degustazione si basa essenzialmente su tre fasi (analisi olfattiva, gustativa, visiva) e l’assaggio è un vero e proprio rito che gli esperti del settore seguono con grande rispetto e solennità, anche per riguardo nei confronti di un prodotto che potremmo a tutti gli effetti definire sacro (non a caso in diverse religioni e spiritualità è considerato e utilizzato come tale; basti pensare a molti dei sacramenti cristiani).

Per una degustazione davvero professionale l’olio viene versato all’interno di un bicchierino di vetro (preferibilmente di colore scuro) che viene poi coperto con una mano e fatto roteare in modo che l’olio si riscaldi e sprigioni tutti i suoi aromi.

La fase olfattiva

La prima analisi è quella olfattiva. A livello amatoriale non si tratta di dover riconoscere chissà quali sfumature e caratteristiche; è sufficiente notare che il profumo sia gradevole ed equilibrato. Da questa analisi si riesce già a intuire se c’è qualcosa che non va; non ricevere la percezione di un olio fresco, ma di un profumo vecchio, può essere il segnale di uno dei principali difetti dell’olio extra vergine d’oliva, ovvero quello legato al rischio di fermentazione delle olive che non sono state conservate correttamente.

La fase gustativa

A questo punto si passa ad assaggiare l’olio introducendone una piccola quantità in bocca. Un po’ come avviene per il vino è importante che il sorso non venga subito ingerito, ma tenuto in bocca in modo che possa entrare a contatto con tutte le diverse papille gustative per apprezzarne tutte le caratteristiche. L’olio EVO può avere un sapore fruttato, amaro e piccante che può contraddistinguersi per sfumature erbacee di mandorle o di carciofo, a seconda del tipo di cultivar o di lavorazione. Tra i difetti che possono interessare il gusto l’olio può risultare avvinato (richiama i toni del vino e dell’aceto), rancido, metallico, grossolano (lascia una sensazione di sporco) o terroso (sa di terra). In tutti i casi il problema dipende dal modo in cui sono state raccolte e conservate le olive o da una lavorazione inadeguata.

La fase visiva

Infine viene condotta l’analisi visiva con la quale si verifica il colore, la densità e la limpidezza dell’olio extra vergine di oliva. Per capire se un olio è buono è sufficiente annusarlo, assaggiarlo e guardarlo coinvolgendo tre dei cinque sensi e se la percezione che si ottiene è di gradimento, bontà ed equilibrio è quasi impossibile che quell’olio non sia di qualità elevata.

Come usare gli oli aromatizzati in cucina

oli aromatizzati

Quando si parla di olio alimentare si è spesso portati a pensare esclusivamente (o quasi) all’olio extra vergine di oliva. Questo è sicuramente il tipo di olio maggiormente prodotto e impiegato, ma c’è una tipologia di olio extra vergine di oliva che da diverso tempo intriga, incuriosisce e affascina non solo gli appassionati e che rappresenta un vero e proprio trend della gastronomia e di alcune forme di ristorazione; parliamo degli oli aromatizzati.

Le caratteristiche dell’olio aromatizzato

Per conoscerli e apprezzarli è utile partire dalla loro nascita e dalle caratteristiche tipiche. Innanzitutto possiamo dire che per fare un olio aromatizzato bisogna partire da un olio extra vergine di oliva di qualità. Quindi che sia un olio prodotto in frantoio nel rispetto delle coltivazioni e seguendo le lavorazioni artigianali.

Per olio aromatizzato è da intendersi un olio extra vergine di oliva che sia prodotto utilizzando degli alimenti che abbiamo un aroma (sostanza gradevole sia all’odore che al sapore) equilibrato e piacevole. Questa caratteristica non è scontata in quanto l’olio ha le sue proprietà e caratteristiche e trovare un equilibrio con altri alimenti non è semplice. Va quindi effettuato un lavoro di intuizione e poi dosaggio per raggiungere, laddove possibile, il giusto equilibrio capace sì di far emergere il sapore e l’odore dell’aroma, ma senza che questo copri o comprometta quello dell’olio EVO “sottostante”.

L’utilizzo in cucina

In cucina gli oli aromatizzati rappresentano un vero tributo alla creatività gastronomica e al piacere di mangiare bene. Possono essere impiegati tanto per la cottura quanto per il condimento a crudo e in entrambi i casi, a seconda dell’aroma impiegato, regalano profumi e sapori unici e straordinari. L’olio, infatti, non è un mero accessorio, ma un prodotto che fa la differenza in un piatto. Anche per questo motivo molti ristoranti gourmet investono e scommettono su selezioni di oli extravergine di oliva di assoluta qualità ed eccellenza.

Esistono tantissime varietà di oli aromatizzati ciascuno con specifiche proprietà, profumi e sapori che è anche curioso, divertente e piacevole provare ad abbinare. Primi piatti di pasta, antipasti di formaggi e affettati, secondi di carne e pesce, contorni e dolci; l’olio sta bene su tutto (un po’ come il nero) e gli oli aromatizzati stanno benissimo su molti piatti della nostra tradizione per riscoprirne il sapore genuino restituendone una versione piacevolmente rivisitata.

Gli oli aromatizzati del nostro Frantoio: proposte e suggerimenti

Sul nostro store online sono disponibili diversi oli aromatizzati. Ve ne proponiamo alcuni suggerendovi alcuni dei migliori abbinamenti gastronomici. Sono delle proposte; sperimentare nuovi accostamenti può essere un piacevole esercizio per stupire il partner, la famiglia, gli amici o degli ospiti speciali con un prodotto genuino, di qualità e capace di lasciare il segno.

Partiamo dall’olio aromatizzato al basilico biologico che si rivela meraviglioso su tutti i piatti, soprattutto quelli a base di pomodoro, come la pizza, ma anche per le insalate e i condimenti a crudo. Oppure quello aromatizzato all’arancia esaltante in abbinamento al pollo, al maiale e all’anatra, ma anche per condire insalate e per la preparazione dei dolci con il cioccolato fondente.

Un’altra variante molto apprezzata è l’olio aromatizzato al tartufo. Abbiamo un prodotto straordinario per impreziosire il sapore di funghi, carciofi, salumi e formaggi freschi. Un grande classico degli oli aromatici è sicuramente l’olio aromatizzato al limone che mostra il meglio di sé nelle pietanze a base di pesce, ma anche per la preparazione di diversi dolci. Per gli amanti del genere non può mancare l’olio aromatizzato al peperoncino piccante ottimo sia per condire un bel piatto di pasta che per vivacizzare qualsiasi altra preparazione. Un’altra versione molto sfiziosa è quella dell’olio aromatizzato allo zenzero; ottimo per le insalate e le verdure in genere, per il cous-cous, i patti di pollo e quelli di pesce.

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